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Regia Devin Horan  •  Scritto da Margherita Malerba e Devin Horan  •  Immagini Margherita Malerba  •  Testi di Fëdor Dostoevskij e Georges Bataille
Grodek principale

GRODEK

Cortometraggio — 9 minuti — Video HD

Grodek: questo è il nome di uno dei primi massacri di massa avvenuti durante la Prima guerra mondiale, precisamente nel settembre del 1914, tra gli eserciti russo e austro-ungarico. Testimone della carneficina, dopo essersi arruolato come infermiere, il poeta austriaco Georg Trakl aveva tentato di suicidarsi per non dover più sentire le urla dei soldati feriti, prima di morire prematuramente, tre mesi dopo, all'età di 27 anni. Grodek sarebbe stata la sua ultima poesia. La sua estrema brevità ne fa una delle visioni più atroci degli orrori della guerra. Il film è la traduzione cinematografica dell'urlo rosso e nero della poesia.

L'articolazione tra cinema e pittura traccia un arco tra due paesaggi totalmente contrapposti: da una parte, l'immagine pre-impressionista della natura incontaminata dipinta da Courbet; dall'altra, la visione espressionista di un cosmo i cui colori sono saturati dalla violenza e dalle passioni umane, così come dipinto da Nolde. I soldati nelle trincee del 1914, all'inizio del film, trovano il loro corrispettivo, alla fine del cinepoema, nell'immagine terribilmente contemporanea di due soldati morti in Ucraina, con il volto rivolto verso terra, immersi in una pozza di sangue. In appena nove minuti, il film rappresenta la più salutare lezione di storia che si possa ricevere. (Cyril Neyrat – FIDMarseille)

Scena 1
Scena 2
Scena 3